PASSEGGIATE ED ESCURSIONI ESTIVE

Se siete amanti delle passeggiate in montagna questo è il posto giusto per voi. Il territorio che circonda Levico ed in particolare Vetriolo, la Panarotta e l’Altopiano di Vezzena offrono innumerevoli itinerari, di diversa difficoltà, che vi permetteranno di scoprire, passo dopo passo e in ogni periodo dell'anno, suggestivi scorci panoramici e interessanti angoli di natura e di storia.

Alle spalle di Levico Terme, si trovano i Monti Panarotta e Fravort
Panarotta è la porta occidentale del Lagorai: valli, montagne, laghetti alpini, baite, natura intatta per giornate di cammino in quota, escursioni in mountain bike e per la pratica del volo libero.

Il Monte Fravort è conosciuto per dare vita alle sorgenti dell'acqua termale di Levico Terme, anche secondo la leggenda del Re Fravort:

"Si narra che il Monte Fravort era padre felice e rispettato di tre figli: Sidero (ferro), Cobalto (arsenico), Cupro (rame) e di una figlia, Ocra. Buoni ed ottimamente istruiti, decisero di lasciar la casa paterna e di dividersi sulle strade del mondo per portare a tutti le ricchezze del loro sapere e la gioia di vivere. Sta di fatto che, non appena furono lontani, si lasciarono contagiare dalla malvagità degli uomini, superando chiunque nella capacità del male. Portarono discordie, guerre, calunnie e inimicizie. Il Signore decise di fulminarli in modo che di essi non rimanesse più il ricordo. Il Vecchio Fravort implorò clemenza per i suoi figli ed essi vennero dunque riportati al luogo d’origine e rinchiusi nelle viscere del monte a piangere il loro tristissimo passato. Le loro lacrime filtrarono il terreno fino ad una grotta di Vetriolo, la Caverna dell’acqua forte, dove attualmente sgorga la famosa acqua minerale ferruginosa arsenicale che può ridonare la salute e la gioia di vivere a chi si affida alle sue proprietà. Quanto ad Ocra, la fanciulla fu rinchiusa più in basso dei suoi fratelli e dalle sue lacrime nasce l’acqua minerale leggera. Ancora oggi, ogni notte a mezzanotte, il Re Fravort scende a visitare i figli prigionieri e porta loro notizie del bene operato a favore di chiunque si sia affidato alle loro segrete proprietà."

(Estratto dal sito http://www.visitvalsugana.it)

 

Da Vetriolo a Cima Panarotta

Dislivello: 512 metri

Dal centro di Vetriolo Terme si raggiunge il locale “Maso al Vetriolo Vecchio“, superato il quale, sulla sinistra, si diparte una strada forestale nel bosco che risale inizialmente piuttosto ripida, poi più pianeggiante. Seguendo il tracciato della forestale percorriamo il versante sud della Panarotta, transitando in prossimità di una delle sorgenti minerali ferruginose che hanno reso famosi gli stabilimenti termali di Levico e Vetriolo in tutta Europa a partire dalla fine del 1800. Percorrendo un ultimo tratto in leggera discesa si raggiunge così il rifugio Malga Masi. Si riprende il cammino sempre lungo la forestale che con una serie di ampie curve rimonta il versante della Panarotta fino a raggiunge la località La Bassa, 1834 metri sull’ampio crestone sommitale che scende dalla cima della Panarotta. Da qui mantenendosi sulla cresta si raggiunge poi la panoramica cima della Panarotta a quota 2002 metri. Dalla cima si scende quindi lungo i tracciati delle piste fino a Cima Esi e successivamente lungo un tracciato a bordo pista fino al parcheggio da dove si rientra a Vetriolo.

 

Da Levico Terme

Dal Passo Vezzena al Pizzo di Levico
Dislivello: 403 metri

Spostiamoci ora sull’Altopiano di Vézzena per percorrere uno degli itinerari estivi più “classici” nella zona: la salita alla Cima Vezzena 1908 metri, più nota forse come “Pizzo di Levico”. Partiamo da Passo Vezzena, all’altezza dell’omonimo albergo ristorante, e seguiamo il tracciato di una strada forestale tra gli alpeggi. Ora dietro un fitto bosco si profilano le rovine del forte austriaco di Cima Verle, poi con l’itinerario entriamo nel bosco di abeti alle propaggini della Cima Vezzena. Dopo circa 40 minuti di cammino, all’altezza di un tornante, si stacca sulla sinistra la vecchia strada militare costruita dagli austriaci a servizio del forte Spitz Verle costruito sulla sommità di Cima Vezzena, costruzione che completava la poderosa linea dei forti austriaci eretti a cavallo del 1800 e 1900 a difesa degli altopiani meridionali di Folgaria, Lavarone, Luserna e Vezzena. La vecchia strada militare risale con regolarità il versante sud della Cima Vezzena e innalzandoci  l’orizzonte si dilata abbracciando in un unico colpo d’occhio le verdi distese che circondano Passo Vezzena, verso Cima Larici, e più a ovest Luserna, Lavarone, il gruppo del Pasubio. Un panorama che si amplia a 360 gradi dalla sommità di Cima Vezzena: verso il Brenta, l’Adamello, il Lagorai il massiccio di Cima d’Asta e le Dolomiti, mentre ai nostri piedi la vertiginosa parete nord della cima sprofonda verso le regolari geometrie dei campi e delle coltivazioni della conca tra Caldonazzo e Levico. Un’alternativa alla discesa è quella di proseguire lungo il versante orientale, su terreno aperto, verso Malga Marcai di sopra o fino all’intaglio della Bocca del Forno, ai piedi della Cima Manderiolo fino a incontrare il tracciato della strada forestale che seguiremo a ritroso fino al Passo Vezzena.

Potrete scegliere tra le passeggiate più semplici adatte a tutta la famiglia o cimentarvi in escursioni e trekking più impegnative che vi porteranno a conquistare le vette più alte. 

Alcuni percorsi per tutta la famiglia:

Dalle Terme alla Chiesetta di San Biagio
Lunghezza m 3.000 – Percorrenza a piedi h 1,30

Da Viale Vittorio Emanuele si sale lungo viale Roma imboccando a sinistra via S. Biagio fino a raggiungere un capitello. Da qui si mantiene la sinistra e, dopo circa 50 metri, si imbocca, a destra, la stradina che sale al colle. Splendida vista sul lago. Al bivio successivo si sale ancora a destra fino al Colle di S. Biagio (m. 574). Particolarmente interessante l’omonima chiesetta trecentesca, ricostruita nel 1506, con affreschi dei secoli XIV e XVI, soffitto in legno, presbiterio gotico, pavimento in lastre di porfido, custodita un tempo da un eremita e meta di pellegrini. Rientro per lo stesso cammino.

Colle delle Bene
Lunghezza m 5.000 - Percorrenza a piedi h 2,00

Dai Giardini Salus (viale Vittorio Emanuele) si sale lungo viale Roma, imboccando, a sinistra, via S. Biagio. Si sale lungo la stradina sterrata superando l’ex acquedotto austriaco. Proseguendo, si sale a destra fino al Colle delle Benne (m. 653) su cui sorgono i ruderi del forte omonimo, costruito dagli Austriaci nel 1890 e che faceva parte di una serie di fortificazioni e trincee installate nella zona. Rientro per la stessa strada.

Rovine del castello di Selva
Lunghezza m 4.500 - Percorrenza a piedi h 2,00

Si parte nei pressi dei Giardini Salus (viale Vittorio Emanuele) salendo per vicolo Fosse e piegando quindi a destra lungo viale Roma. Costeggiato il lato nord del Parco delle Terme si percorre via Silva Domini fino alla Salita al Castello. Bella panoramica sull’abitato di Selva. Salendo verso il Castello si piega a sinistra lungo l’antico fossato in ciottoli, che conduce ai ruderi di Castel Selva (m. 613). Lasciato il Castello si prosegue lungo un sentiero nel bosco e, all’incrocio con la strada sterrata si piega a destra scendendo fino a via Pontara. Da qui si raggiunge il centro di Selva (m. 493). Si ritorna a Levico Terme percorrendo via per Selva e quindi Via de Gasparri.

La strada dei pescatori
Lunghezza m 6.000 - Percorrenza a piedi h 2,30

Dai giardini Salus si imbocca il vialetto che scende lungo viale Lido, seguendo l’argine sinistro del Rio Maggiore in dieci minuti si arriva al Lago. Dirigendosi poi a destra si cammina lungo la spiaggia libera. Giunti alla Taverna. Si imbocca la comoda “Strada dei Pescatori” che si snoda lungo la riva nord del lago. Ritorno per lo stesso cammino fino alla Taverna e quindi viale Belvedere e viale Vittorio Emanuele.

(Estratto da http://www.visitlevicoterme.it)

 

Da Pergine Valsugana

Da Pergine Valsugana a Levico Terme
Lunghezza m 12.000 - Percorrenza a piedi h 4,00
Dislivello: circa 200 m - Altitudine: tra 440 e 570 m s.l.m.

Passeggiare attraverso boschi tra i laghi di Caldonazzo e Levico, raggiungendo la cittadina termale - ideale per la primavera e l’autunno.

Partiamo nel centro di Pergine Valsugana - dalla piazzetta del Municipio verso est e seguendo poi via Maier e via Guglielmi verso nord fino all’incrocio con Via Tegazzo. Saliamo i gradini verso il castello di Pergine, che ci conduce sempre più in alto, fino a scendere dall’altro lato della collina verso valle.

Presso la località “Masetti” attraversiamo la strada provinciale e proseguiamo sulla stradina verso Pozza ed Ischia. Quest’ultima località si trova sulla riva settentrionale del Lago di Caldonazzo. Da qui, saliamo in direzione est sulla strada asfaltata fino all’incrocio per “Visintainer”, un gruppo di case vicino al biotopo di Pize. Questo è attraversato da un bellissimo sentiero che segue il corso di un ruscello. Poco più avanti, si innesta nel “sentiero degli gnomi Part dei boschi” e vediamo già la stretta lingua del lago di Levico che si estende fino a qui.

Attraversando il bosco in riva al lago, ci avviciniamo sempre di più a Levico. Dove il sentiero si perde tra gli alberi, vicino all’area protetta del Canneto di Levico, saliamo verso la strada asfaltata Tenno-Levico, che ci porta verso la città termale. Per tornare da Levico a Pergine, è a disposizione anche il treno della Valsugana.

(Estratto da http://www.tr3ntino.it)